Share

La città: Lecce

La città: Lecce

01

Lecce

Città d’arte d’Italia, Lecce è nota come “la Firenze del Sud”, “la Firenze dell’epoca del Rococò”o “la Signora del Barocco”: le antichissime origini messapiche e i resti archeologici della dominazione romana si mescolano infatti alla ricchezza e all’esuberanza del barocco, delle chiese e dei palazzi del centro, costruiti in pietra leccese, un calcare malleabile e molto adatto alla lavorazione con lo scalpello. Lo sviluppo architettonico e l’arricchimento decorativo delle facciate è stato particolarmente fecondo durante il Regno di Napoli ed ha caratterizzato la città in modo talmente originale da dar luogo alla definizione di barocco leccese.

È stata tra le sei città italiane candidate a Capitale Europea della Cultura per l’anno 2019 nonché Capitale italiana della cultura nel 2015.

La nascita della città di Lecce si può far risalire ad un’epoca antecedente a quella di Roma in quanto pone le sue radici già nell’età messapica. Il primo insediamento fu fondato dalle popolazioni provenienti dall’Illiria durante le migrazioni del III millennio a.C. e conosce il periodo di maggiore maturità nel VII e IV secolo a.C. Una leggenda vuole però che la città sia nata intorno al 1200 a.C., per opera di Malennio, subito dopo la distruzione di Troia, e che lui sarebbe stato il primo a dominare in quest’area e a introdurre la cultura greca nella città, allora chiamata Sybar, conquistata da Roma nel III secolo a.C. che ne mutò il nome in Lupiae. Tra la fine dell’età repubblicana e gli inizi dell’età imperiale, Lupiae si presenta cinta da mura, costruite su quelle messapiche, dotata di un foro, un teatro ed un anfiteatro ed uno sbocco sul mare: porto Adriano, l’attuale marina di San Cataldo.

Dopo una breve parentesi di dominazione greca rimase sotto il dominio dell’Impero Romano d’Oriente per cinque secoli, offuscata dalla potente Otranto, capitale del dominio bizantino. Successivamente, dal VI secolo in poi, si avvicendarono i Saraceni, i Greci, i Longobardi, gli Ungari e gli Slavi.

Fu la conquista normanna a far rinascere Lecce, quale centro commerciale, ed estese il suo territorio sino a diventare capoluogo del Salento. Ai Normanni seguirono poi gli Svevi di Federico II e gli Angioini. Dal 1463 fu soggetta al Regno di Napoli sotto la monarchia di Ferrante d’Aragona, che trasformò Lecce in “Sacro Regio Provinciale Consiglio Otrantino”, facendole acquistare sempre più importanza fino a divenire una delle più ricche e culturalmente vive città mediterranee. In questo periodo si sviluppò nei traffici commerciali e fu importante centro culturale, ma solo in epoca spagnola la città si trasformò però in un vero e proprio cantiere a cielo aperto, per le tante opere civili e religiose, che privati, clero, congregazioni ecclesiastiche, si diedero da fare per erigere; in un crescendo di opere sempre più belle ed importanti. La città risulta pertanto ricca di testimonianze e opere d’arte di epoca romana, medievale e rinascimentale, ma a caratterizzare la città è il barocco che esplode in una declinazione del tutto particolare e specifica, e tanto è personale lo stile delle architetture da meritarsi l’appellativo di barocco leccese. Questo stile architettonico sostituì l’arte classica creando uno stile che lasciava spazio alla fantasia e all’immaginazione, grazie anche alla pietra locale, la pietra leccese: un calcare tenero e compatto, dai colori caldi e dorati che si presta molto bene alla lavorazione con lo scalpellino.

La vita culturale della città ruota attorno al Teatro Politeama Greco, Teatro di Tradizione e al Teatro Paisiello. Il Teatro Politeama Greco, dichiarato Bene di valore storico-artistico è sede della Stagione lirica Tradizionale (solitamente tra febbraio e marzo) oltre alla Stagione Teatrale che comprende anche spettacoli di prosa e balletti e alla Stagione concertistica, nonché a spettacoli di musica leggera. Il Paisiello, che ha una stagione di prosa, fu dedicato al musicista classico tarantino omonimo e costruito nel 1758, sempre in stile barocco dall’architetto Oronzo Bernardini.

L’economia della città di Lecce si basa essenzialmente sull’agricoltura, sull’artigianato, sull’agroalimentare (in particolare olivicultura e viticultura), sull’edilizia e sui servizi (settore terziario) e sul turismo. Nel 2016 è quella che registra il maggior numero di arrivi e presenze turistiche, seconda solo a Napoli nell’Italia del Sud. Il settore tessile e quello calzaturiero, che avevano avuto notevole sviluppo, stanno risentendo della crisi globale anche se mostrano segnali di ripresa. Significativa la presenza di attività metalmeccaniche, con uno stabilimento della Fiat (CNH – Case New Holland) e i suoi partner nel movimento terra e relativo indotto. A Lecce inoltre è situata la più grande industria di sigarette in Italia, quella delle MS, di proprietà della British American Tobacco. Di rilievo anche gli investimenti nelle energie rinnovabili (eolico e solare), come nel resto della regione Puglia..

Lecce, importante snodo per l’economia salentina, si pone fra le aree più dinamiche del Mezzogiorno d’Italia.